prossime uscite - Associazione - I PELLEGRINI - Verona

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prossime uscite

iniziative


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CHE PER OGNI USCITA DI PIU' GIORNI E' NECESSARIA L'ISCRIZIONE CON LARGO ANTICIPO per la necessaria  prenotazione dei trasporti e dei pernottamenti.
E', inoltre, OBBLIGATORIA L'ISCRIZIONE ALL'ASSOCIAZIONE o al CTG

GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE!


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PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA
Durante la riunione del Direttivo dell’Associazione I Pellegrini avvenuta alle ore 19,30 del 21 maggio 2018 visto il perdurare dell’incerta e difficile situazione geo-politica in Israele e dintorni  è stato deciso di                 ANNULLARE
il programmato pellegrinaggio a piedi in Terra Santa previsto per fine dicembre 2018.
Il Direttivo

Uscita 4/8 Agosto 2018.
Longarone – Vittorio Veneto
1) Percorsi della Grande Guerra:  Nervesa della battaglia e Longarone percorso di Rommel durante la prima guerra mondiale.
2) Percorsi naturalistici Alpago e foresta del Cansiglio
Trasporto con auto proprie
Giorno 4 agosto Sabato
Ore 7 partenza da Verona Sud, Autostrada sino a Treviso  Nord poi strade locali km 161
Visita al Sacrario del Montello, postazione del Re, monumento a Francesco Baracca e conferenza amici di Gianni. (se possibile passeggiata lungo la prima linea della Battaglia del Solstizio – comune di Nervesa)
Pranzo al sacco (ognuno provveda per proprio conto)
Pomeriggio visita al sacrario di Fagarè delle battaglia e a Saletuol e Grave di Papadopoli.

     
Prima serata proseguimento in auto per l’Alpago cena e pernottamento nell’ albergo/ristorante “da Bejo” di Bastia d’Alpago (camere doppie)
Giorno 5 agosto Domenica
Ore 7,00 colazione poi partenza in auto per Erto/Cimolais  camminata lungo la strada probabilmente percorsa dalle truppe di Rommel durante la battaglia di longarone “ritirata di Caporetto”.


Scheda
Dopo lo sfondamento a Plezzo e Tolmino, Dodicesima battaglia dell'Isonzo, il battaglione da montagna tedesco del Wurttemberg nelle cui fila militava uno sconosciuto tenente di carriera di nome Erwin Rommel, ricevette l'incarico di fare da avanguardia della Jager Division e di raggiungere il prima possibile Longarone, per tagliare la strada alle truppe del Cadore che si stavano ritirando verso il Grappa. Il percorso che Rommel scelse fu la strada costruita dagli alpini italiani tra il 1910 e 1912 che collegava la Val Cellina alla Val Meduna attraverso Forcella Clautana, un sentiero ancora oggi percorribile.
Passato l'Isonzo il 24 ottobre 1917, dopo tre giorni di battaglia e la conquista del Matajur, il Wurttembergisches Gebirgs Bataillon (WGB) entra a Cividale il giorno 27, coprendo così 50 chilometri di strada di montagna armi in pugno in 3 giorni. Sabato 28 ottobre la marcia prosegue verso il paese di Primulacco, il Torre viene passato il giorno 29 senza scontri. Lunedì 30 ottobre, giornata fredda e piovosa, vengono raggiunti Coesano e Villanova, il 31 il battaglione è sul Tagliamento, dove si acquartiera a riposo fino al 3 novembre. In quei giorni Rommel, chiamato al Comando Tedesco di Udine, riceve l'ordine di passare all'avanguardia della Jager Division, alle dipendenze del maggiore Sproesser, e di puntare su Longarone. Alle prime luci dell'alba del 4 novembre, il WGB passa il Tagliamento sul ponte di Cornino, la direzione è Meduno-Chievolis-Claut-Cimolais-Longarone. Una Brigata di Alpini in retroguardia ne rallenta il cammino, a Chievolis, il 6 novembre, il primo scontro: gruppi del 5° Alpini, Bersaglieri ed artiglieri oppongono strenua resistenza, arrendendosi solo finite le munizioni.
Quel giorno il WGB catturò 4 ufficiali e 230 soldati. I Tedeschi proseguirono poi verso Forcella Clautana, a loro si erano uniti alcune batterie di obici da montagna ed un battaglione di Schutzen; l'avanzata velocissima di queste truppe, grazie anche al ritrovamento di un consistente numero di biciclette pieghevoli da bersagliere, avvenuto in pianura giorni prima, aveva lasciato indietro le salmerie e alla battaglia si dovettero preparare a stomaco vuoto. Martedì 7 novembre, il WGB è sotto la Forcella, schierate al passo ci sono le truppe italiane. Al centro della Forcella stanno gli arditi del XVIII° reparto d'assalto, alla sinistra la 34°- 35° e 36° compagnia alpina del battaglione Val Susa, a destra due compagnie di bersaglieri, con 6 cannoni da montagna. Sono le truppe di retroguardia della 26° divisione del colonnello Danise, con il compito di trattenere il nemico il più a lungo possibile. I tedeschi ammassano tre compagnie fronte al passo; Rommel e due sezioni di mitragliatrici si posizionano sulle pendici del Col Cavasso, in modo da dominare le difese sul fianco e dall'alto. Alle 19 il primo assalto. Gli italiani si difendono con ordine, non arretrano, pur subendo gravi perdite dalle mitragliatrici poste sul Col Cavasso. Ai tedeschi non va meglio, è impossibile avvicinarsi al centro, l'attacco viene sospeso.
Dal diario del tenente Rommel: "Concedo un po' di riposo ai miei uomini e nel frattempo vado a dare una occhiata…..Riesco a trovare degli appostamenti favorevoli per le mitragliatrici, distanti poche centinaia di metri dal passo..". Verso mezzanotte il reparto di Rommel attacca nuovamente la Forcella; sorretti dalle mitragliatrici, Jager e Schutzen arrivano a pochi metri dalla linea italiana, vi è un lungo scambio di bombe a mano, poi di nuovo gli attaccanti sono costretti a ritirarsi. Ancora dal diario di Rommel: "..sono scocciato. E' il primo assalto dall'inizio della guerra che mi va male. Duro lavoro di ore andato in fumo. Una ripetizione dell'azione sembra senza speranza." Mercoledì 8 novembre, nel buio pesto, una pattuglia tedesca sale a Forcella Clautana per saggiare la resistenza italiana ed ha una sorpresa: il passo è vuoto, nessuna traccia dei difensori che hanno approfittato della notte per sganciarsi e scendere a Longarone. Riprende l'inseguimento, i tedeschi alle 14 entrano a Claut dove una pattuglia dell'8° bersaglieri, 2 ufficiali e 30 uomini, tenta una resistenza subito vinta. A Claut la popolazione fa trovare alcune tavole imbandite e il WGB si ferma a ristorarsi.
Intanto la ritirata della retroguardia italiana prosegue, ordini e contrordini si susseguono, viene approntata una nuova linea di resistenza appena fuori Claut da due battaglioni in pieno assetto di guerra, ritirati e mandati a presidiare il passo di San Osvaldo, sopra Cimolais, l'ultimo prima di Longarone. La sera dell'8 il gruppo del maggiore Sproesser raggiunge l'avanguardia di Rommel a Cimolais; arriva anche un ordine dal Comando della Jager Division: il WGB si riposi in attesa di truppe fresche della 26° Schutzen. Ma Sproesser non intende mollare proprio ora, anzi chiede rinforzi. Giovedì 9 novembre, freddo e neve che taglia la faccia, alle 5 del mattino le truppe da entrambe le parti sono in attesa. Di fronte al passo San Osvaldo ancora Rommel e la sua avanguardia, mentre una compagnia tenta l'aggiramento passando sui roccioni alti del Monte Cornetto: è un disastro. La neve fresca tradisce gli attaccanti che scivolano nei dirupi ed alcuni muoiono. Non c'è tempo per tentare un'altra manovra che non sia la ripetizione dell'attacco a Forcella Clautana e così vien fatto.
La linea di difesa italiana è composta solo da due compagnie di Bersaglieri del 10° battaglione, che viene investito dalle raffiche delle mitragliatrici sui lati e di fronte, mentre le truppe tedesche si fanno sotto. Alle 9,45 gli attaccanti riescono a penetrare ed a disorganizzare la difesa e catturano 4 ufficiali e 120 soldati, gli altri si ritirarono verso Longarone. A questo punto saltano di nuovo fuori le biciclette da bersagliere che i tedeschi non avevano lasciato lungo la strada e con queste si gettarono lungo la discesa che dal passo di San Osvaldo conduce a Longarone. Il ponte sulla forra del Vajont è preso intatto. Di fronte Longarone, leggermente spruzzata di neve, brulicava di truppe italiane in ritirata.


Km 8/10 circa su strada asfaltata lungo la frana del Vajont.
Ore 11,00 visita guidata alla Diga del Vajont.
Ore 12,00 recupero auto e pranzo al sacco –preparato dall’hotel – in zona “Pascoli” di Longarone.
Primo pomeriggio
discesa a Codissago e visita al museo degli Zattieri e ultimo tratto del percorso di Romel frazione Dogna di Longarone.
Ore 18,00  S Messa celebrata da don Mario Urbani nella chiesa monumentale di Longarone.
Rientro In hotel a Bastia per cena e pernottamento


La battaglia di Longarone  9 novembre
Nonostante tutto, la ritirata della 4ª Armata non si poteva ancora considerare terminata: alcuni reparti erano infatti imbottigliati presso Erto e Longarone dalle truppe della 22ª Divisione Schützen (I Corpo, Gruppo Krauss) che erano passate per il Passo di S. Osvaldo. Alle 6 del 10 novembre la compagnia del ten. Anders riprendeva la marcia verso Longarone con un plotone ed una mitragliatrice sulla strada e gli altri plotoni e l'altra mitragliatrice sulle alture a destra della rotabile. Circa quattrocento passi prima dell'abitato puntarono le mitragliatrici contro i punti d'uscita del paese ed il ten. Anders con il s.ten. Bräuer si recarono in bici per parlamentare con il comandante italiano; si imbatterono in un ufficiale di Stato Maggiore e lo persuasero ad arrendersi, dopo averlo informato che tutte le alture circostanti erano occupate. In realtà il bluff del ten. Anders era la situazione reale, in quanto gli jäger del Württemberg erano già giunti in zona passando per la gola del Vajont, seguiti dalla divisione Schützen, dalla divisione Edelweiss e dalla Brigata Dietrich. Il Battaglione da montagna del Württemberg (magg. Sproesser) era formato da 6 compagnie (una delle quali al comando del ten. Rommel che si meritò per queste azioni la più alta onorificenza militare tedesca). Nella pratica, gli italiani non erano riusciti a far saltare in tempo l'ultimo ponte sul Vajont, quello del Colomber, che con la sua unica campata a 134 metri d'altezza deteneva all'epoca il primato di ponte più alto d'Italia. Il serg. Brückner (della 2ª Gebirgskompanie) con una disperata corsa in bicicletta riuscì a trovare la miccia già accesa ed a spegnerla. Rommel giunse in vista di Longarone (uscita del passo di S. Osvaldo) alle 11 del 9 novembre; alle 11.15 saltava in aria il ponte sul Piave ad est di Longarone e contemporaneamente giungeva la 3ª Schützen che si dispose sulle alture a sud del passo. Alle 11.45 giungeva anche la 1ª compagnia alla quale fu ordinato di guadare il fiume a sud del paese e di sbarrare la strada a valle. Alle 16, il s.ten. Schöffel ed il serg. Huber (1ª compagnia) sbarrarono totalmente la strada Longarone - Belluno e disarmarono molti reparti italiani.





Giorno 6 agosto Lunedì
Camminata da Longarone o Sorverzene sino a Bastia d’Alpago lungo la ciclabile del Piave
Pranzo nel ristorante dove alloggiamo
Pomeriggio
il sindaco di Chies d’Alpago ci guiderà alla visita della galleria  di drenaggio della frana del Tessina dove è stata realizzata una centralina idroelettrica. (km 1,5 all’interno della montagna, scarpe e abbigliamento pesante)
Cena autogestita presso la casa di Letizia e Valter in Campidei.
Pernottamento presso l’hotel ristorante di Bastia d’Alpago
Giorno 7 agosto martedì.
Colazione in hotel e successivo trasferimento (in auto) in Malga Cate
Camminata lungo la strada panoramica da Malga Cate alla Piana della foresta del Cansiglio km 16 circa
Ore 13 pranzo all’agriturismo di Valmanera - Pian del Cansiglio.
Pomeriggio recupero auto e trasferimento al rifugio “Città di Vittorio Veneto” di cima Pizzoc.
Splendido panorama sulla pianura trevigiana (Vittorio Veneto e Montello) con vista che spazia  sino alla laguna veneziana.
Cena e pernottamento in rifugio. Camere multiple.
Giorno 8 agosto mercoledì
Dopo la colazione
Discesa lungo il sentiero 6 da cima Pizzoc alle “Grotte del Caglieron” (sentiero di montagna
dislivello in discesa mt 1100 non eccessivamente impegnativo). Portare al seguito i bastoncini.
Pranzo al sacco sul parcheggio delle Grotte del Caglieron e successiva visita alle stesse.
Tardo pomeriggio rientro a Verona in auto.
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La spesa prevista è quantificata in € 320 più un contributo benzina e autostrada per quanti metteranno a disposizione la propria autovettura. (20 euro)
Sono stati previsti i pranzi al sacco preparati dal ristorante dove dormiamo. Non è escluso che se tra i  partecipanti qualcuno preparerà i pasti ci attrezzeremmo al riguardo.

Gli orari delle visite ai luoghi della Grande Guerra e musei vari potrebbero condizionare i percorsi a piedi.

Per qualsiasi informazione rivolgersi agli organizzatori.

Organizzano Gianni Amaini e Valter Caruzzo.


 




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